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Itinerario delle Torri di Popiglio

Itinerario delle Torri di Popiglio


Dislivello salita:m. 310
Lunghezza: Km. 2.300
Tempo di Percorrenza:h. 2
Tipo di Tracciato: Strada asfaltata, sterrata, mulattiera, sentiero
Attrezzatura: Binocolo - Macchiana fotografica - Scarponcini da montagna - Mantellina - Borraccia
Punto di partenza
: Popiglio - Parcheggio nei pressi dei tennis comunali
Segnaletica: Bianco - Rossa (Sentiero MPT)
Difficoltà: Media

Torre Romana

Dal parcheggio (m. 505), nei pressi dei tennis comunali, si imbocca via Fabbrica, che aggira a sinistra i giardini pubblici, e sale fra orti e giardini, fino a via della Valle, seguendo un antico percorso processionale.
Si continua a salire superando a destra un gruppetto di case e raggiungendo una terrazza panoramica. Volgendo lo sguardo verso est è possibile osservare tutta la valle del Limestre fino alla confluenza nella val di Lima.

Imboccata a destra la via di Ritondolo al si percorre abbandonando le ultime case del paese, raggiungendo infine uno sterrato. Poco prima del casolare delle Rupine, si prende il sentiero MPT che piega a sinistra salendo abbastanza rapidamente nel bosco fino a raggiungere la strada Provinciale.
Percorse poche centinaia di metri, si piega a sinistra su un sentiero che sale ai ruderi delle antiche Torri medievali (m. 811).
Ridisceso il sentiero e via di Ritondolo, dalla terrazza si prosegue lungo via Eusebio Ferrari fino ad una stretta curva a sinistra. Da qui si prende a destra via della Croce, stretta strada selciata che scende rapidamente la zona occidentale del paese. Poco dopo si lascia a destra il vialetto panoramico di via dei canapali, vecchio collegamanto fra il paese e la chiesa di S. Giovanni e, in prossimità della strada statale, si prende a sinistra via delle Monache che attraversa il nucleo paesano fino al Convento. Percorrendo via Arco Lungo si raggiunge nuovamente la strada Statale nei pressi della Pieve di S. Maria Assunta e quindi il parcheggio.

 

Specificità

Popiglio: Il nome del paese deriva, molto probabilmente, dal nome del comandante della guarnigione romana che era destinata alla sorveglianza dell'accampamento che era stato posto nella zona dalle guarnigioni romane.
Il paese è facilmente raggiungibile in auto da Pistoia (40 Km.), percorrendo la SS 66 fino alla Lima e poi la n. 12 "dell'Abetone e del Brennero".

Percorsi processionali: Le verginine, antichi tabernacoli contenenti immagini sacre, sono disposte lungo i percorsi processionali che dalla pieve si siramavano intorno al paese. Sia la Pieve di S. Maria Assunta che i percorsi processionali, fanno parte del museo d'Arte Sacra e Religiosità Popolare nel progetto dell'Ecomuseo della Montagna Pistoiese.

Torri di Popiglio: ruderi di antiche torri di avvistamento facenti parte di una fortificazione costruita in posizione strategica a guardia delle valli di Limestre e della Lima.
Da questa posizione si osservano a S - SE il campanile di Piteglio (antica torre romana), a W - SW la fortificazione di Lucchio e a N - NE la vetta di Monte Castello dove ci sono ruderi di una ulteriore fortificazione.
La comunicazione visiva fra queste torri consentiva il controllo della viabilità transappenninica.

La Pieve di S. Maria Assunta:

Pieve di S. Maria Assunta

La costruzione di questo edificio, in stile tardo romanico, sembra risalire al 1271.
E' formato da un'unica navata e la facciata ha il portale sormontato da un piccolo protiro pensile, mentre superiormente si osservano una trifora centrale affiancata da due finestre bifore. All'interno si trovano alcune opere d'arte fra cui il trecentesco pergamo e nomerosi reliquiari, suppellettili e arredi sacri.
Non è superfluo sottolineare come la Pieve di S. Maria Assunta sia stata nel tempo storico un punto di particolare importanza per la storia religiosa della montagna pistoiese, specialmente per la sua ubicazione. Infatti, la Pieve, posta sulla direttrice di collegamento verso Lucca, insieme a S. Maria Assunta di Piteglio e a S. Maria Assunta di Gavinana, costituiva il vertice di un triangolo di pievi dedicate al culto mariano. A Popiglio il culto della Madonna si estendeva a disegnare una sorta di geografia sacra fatta di tabernacoli e cappelle (denominate "Verginine") poste lungo le strade, agli incroci, nei sentieri da e per il paese, tanto da identificare una vera e propria "terra di Maria".

Pagina aggiornata il 13/08/2008 da
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