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Macchia Antonini

Vasta zona boschiva dove alle foreste si alternano ampie e soleggiate praterie, deriva il nome dall'antico proprietario, che lasciò queste terre ad un ente benefico costituito appositamente .

Nella località Macchia Antonini di Calamecca, si svolge ogni anno la più antica festa popolare di tutto il comune.

La festa che porta il nome della località omonima, è nata nel 1827 a seguito di un lascito testamentario dell'Ingegnere PELLEGRINO ANTONINI, ricchissimo proprietario terriero di Pistoia che con testamenti del 2 febbraio 1821 e del 28 febbraio 1825 lasciò una cospicua parte del suo patrimonio, affinche fosse amministrato da un "legato", ancora oggi esistente il LEGATO ANTONINI, secondo le sue ultime volontà a beneficio della popolazione locale e con la creazione di una cattedra di veterinaria al Liceo Forteguerri di Pistoia. Nelle innumerevoli e dettagliate disposizioni testamentarie vi è l'obbligo di istituire, ogni anno e in perpetuo, una festa popolare in suo onore nella domenica più vicina al 20 di agosto e la costruzione di una cappella ove doveva essere sepolto.

Nel testamento di ben dieci pagine, una buona parte di esse è riservata alle raccomandazioni della propria anima a Dio, alle dettagliate disposizioni sul numero di messe annuali da celebrare a suffragio della sua anima, ai dettagli relativi al proprio funerale fino ad indicare il percorso della salma e la composizione del corteo funebre. "ordino e voglio, che dopo l'associazione alla parrocchia, il mio cadavere sia portato dalla compagnia della Misericordia fino alla Porta al Borgo per essere condotto nel mio locale dei morti in Calamecca; Perciò ivi sia dalla Misericordia consegnato successivamente alle compagnie di Santa Maria Assuinta in Goro, di Burgianico, di Gello, di Sarripoli, di Campiglio, di Momigno e da questa a quella di Calamecca, facendo chiascheduno cammino per il suo popolo; e mancando una o più compagnie l'antecedente a quella che manchi trapassi fino ad incontrare la compagnia susseguente, godendo il diritto della mercede infrascritta dalle compagnie o compagnia che hanno supplito avendo ciascheduna alla testa il loro rispettivo parroco o suo rappresentante" dispone inoltre le modalità di inumazione e indica i compensi da attribuire ai parroci ed ai chierici, oltre a stabilire addirittura il numero delle libre di cera da usare per l'occasione ed il compenso al parrucchiere "che mi servirà il giorno della mia morte".

Fra le tantissime disposizioni si ricorda anche dei contadini, ai quali condona i debiti o in mancanza di essi la erogazione di 25 scudi per ogni famiglia, e della servitù che riceverà un compenso variabile da 60 e 200 scudi per gli uomini, e da 50 a 180 per le donne, commisurato all'anzianità di servizio. Il patrimonio dell'Antonini era veramente cospicuo, in quanto il lascito, oltre alle erogazioni immediate prevedeva una spesa di 580 scudi l'anno per il suo mantenimento, somma derivante da parte degli utili relativi alle rendite dell'enorme patrimonio.

Il patrimonio consistente in oltre duecento ettari nel territorio di Calamecca e denominato "La Macchia Grande" proveniva dall'alienazione dei beni Granducali ed erano stati acquistati da FELICE ANTONINI grande imprenditore boschivo pistoiese, padre di Pellegrino, con contratto del 26 agosto 1778. Fu in questo periodo che si formarono molte grandi proprietà della Montagna Pistoiese, in quanto solo i grandi possidenti avevano i mezzi finanziari per acquistare i beni granducali che furono messi in vendita generalmente in grandissimi lotti, inaccessibili per la gente comune.

 

Pagina aggiornata il 12/08/2008 da
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